La bellezza crea ponti

Intervista a Luciana Tenore, responsabile dei volontari dell’Associazione per MITO Onlus

Cosa ti porta all’Associazione e da dove nasce la tua passione per la musica?
Sono entrata a far parte di questa Associazione principalmente per curiosità. Conosco il festival MITO da anni e appena ho avuto l’occasione di partecipare al progetto di volontariato l’ho colta senza pensarci due volte.
La musica classica è da sempre una delle mie grandi passioni, da quando alle superiori ho studiato pianoforte, ho anche l’abitudine di visitare teatri grandi e piccoli e quindi mi son detta: “perché non rendermi utile anche con il volontariato?”
Noi portiamo avanti un progetto creandolo dal nulla, ci mettiamo in gioco e vediamo nascere e crescere innumerevoli iniziative che hanno lo scopo di far arrivare la musica classica non come concetto di “musica elitaria” bensì musica per tutti, musica di ogni giorno.

Parli molto di musica classica, è l’unico genere che ascolti?
Sì, in sostanza la musica classica è il mio unico genere. L’ascolto al punto di litigare con mia nipote, che ha otto anni, quando lei vuole ascoltare della musica leggera e io, per tutta risposta, le metto su qualche brano di musica classica come un Rossini, o le Stagioni di Vivaldi, e dopo un po’ lei toglie il broncio e comincia a fischiettarla, mi dice: «ma sì, zia, ci può stare».
Questo è il genere di riscontro che mi aspetto anche dal pubblico, bisogna saper proporre e incuriosire affinché un’idea dettata da un pregiudizio possa cambiare.

Cosa significa essere responsabile dei volontari per un’associazione come questa?      
Significa principalmente coordinare tutte le esigenze di chi collabora e coprire tutti gli eventi possibili. È parecchio impegnativo, in quanto gli eventi dell’Associazione per MITO Onlus sono innumerevoli e cerchiamo sempre di partecipare a tutti.
Essere responsabile dei volontari significa conoscere persone nuove, scoprire in che ruolo si sentono più utili e invogliate, metterle sempre a proprio agio ed essere presente. Bisogna avere pazienza, perché naturalmente siamo tutti diversi, ma è un’esperienza che fa crescere sia i volontari che me.
Io ho imparato a saper ascoltare ed essere sempre cordiale, perché il volontario è sacro e il suo aiuto è prezioso, che sia un’ora una volta al mese o tre giorni a settimana, perché quella persona sta pensando agli altri, oltre che a se stessa, e per noi questo conta molto.

Qual è l’importanza dei volontari e che ruolo hanno nell’Associazione?
Beh, i volontari sono senz’altro la colonna portante dell’Associazione. Senza di loro non riusciremmo a realizzare questi eventi, rendono tutto innovativo e infondono in noi la loro motivazione.
Hanno tutti compiti diversi, a seconda di richieste e inclinazioni. Principalmente ci occupiamo di accoglienza, per SettembreMusica infatti gestiremo i programmi di sala… I volontari sono il nostro megafono, portano il nostro messaggio al pubblico.

Poi ne abbiamo alcuni che, essendo molto bravi in fotografia per lavoro o per hobby, si sono offerti di fare le foto e danno un valore aggiunto al materiale utile.
Abbiamo anche persone che, conoscendo le lingue, si offrono di seguire gli artisti e il pubblico straniero, altre che gestiscono magistralmente la segreteria, altre ancora che si prendono cura degli ospiti… Siamo un gruppo variegato, non c’è che dire, e tutti motivati dalla passione per la musica.

Di che tipo di persona avresti maggiormente bisogno ora?  
Momentaneamente potremmo avere bisogno di volontari che abbiano dimestichezza con i social network e tutto ciò che riguarda quel mondo. Ma fondamentalmente non cerchiamo una figura in particolare, vorremmo persone motivate per poter realizzare sempre più eventi

Perché, secondo te, è importante il progetto ClassicAperta?   
ClassicAperta è un progetto che ci fa capire soprattutto che non sempre quello che non conosciamo è pericoloso. Quando mi parlavano del quartiere Adriano, a Milano, lo dipingevano come un quartiere con enorme disagio. Io non sono mai stata in grado di dare qualcosa per scontato, quindi sono andata a vederlo e non dico che sia il miglior quartiere di Milano, ma io mi ci sono divertita tantissimo. Abbiamo portato la musica classica nei palazzi antichi e nelle corti popolari, abbiamo dato a persone che non ne avevano ancora avuto l’occasione la possibilità di conoscere la musica classica, grazie anche e soprattutto agli allievi del Conservatorio e della Scuola Civica, che hanno suonato per noi.
C’è una frase di Papa Francesco in grado di descrivere perfettamente quel che è successo con ClassicAperta: la bellezza crea ponti.
E la musica è un’arte di estrema bellezza, e noi abbiamo creato un ponte, un collegamento, anche solo tenendo il tempo tutti insieme, abbattendo qualsiasi barriera che ci separava da chi non conoscevamo.

Com’è stato partecipare al festival l’anno scorso, e cosa ti aspetti da quest’anno?
L’anno scorso eravamo una startup, è stato bello vedere come viene organizzato un festival come questo che ha una macchina organizzativa pazzesca. Con l’esperienza passata abbiamo capito quale strada vogliamo percorrere come Associazione: vogliamo far conoscere la musica classica dove non arriva e superare ogni disagio tramite la conoscenza.
Mi auguro che l’Associazione per MITO Onlus prosegua in questa direzione, sono anche molto soddisfatta del lavoro che stiamo facendo con le scuole, facciamo vedere ai ragazzi che ci sono tanti adolescenti proprio come loro con una grande passione per la musica.

Quest’anno l’Associazione è più strutturata, abbiamo lavorato su ciò che doveva migliorare e abbiamo ottenuto un’impostazione più precisa, più seria, ma nel contempo manteniamo alti il coinvolgimento e il divertimento, valori che in un’Associazione come la nostra non possono mancare.

Qualche immagine dalla galleria fotografica dei volontari dell’Associazione per MITO Onlus.